Questo nostro paese, governato a larga maggioranza da Berlusconi e dalla truppa ossequiente dei suoi ministri, con il solerte appoggio di parlamentari, governatori, sindaci, pubblici amministratori in genere, giornalisti e stipendiati, sembra si sia posto un mirabile obiettivo: costruire rapidamente il catalogo nazionale dei poveracci. Non si capisce se li voglia poi esiliare: per una parte l’esodo sembra un destino segnato, per gli altri è da vedere. Tra le prime mosse di questa monumentale impresa Italia la schedatura degli immigrati. Presto leggeremo il repertorio dei rom, con le foto di fronte e di profilo. Con i provvedimenti del ministro Giulio Tremonti si va al cuore del problema: gli anziani poveri, che sono tanti, risparmiando ovviamente gli anziani illustri come lo stesso presidente del consiglio. Gli anziani poveri avranno la loro tessera, multicolore e possibilmente magnetizzata da esibire al supermercato o all’ufficio postale, come umiliante testimonianza della loro povertà. Potranno forse incassare trenta euro al mese, più o meno. Si capisce chi è povero: si porta addosso la sua povertà da una vita e i segni sono pesanti. Tremonti non si accontenta: vuole dare la patente. Ma è generoso: l’accompagna un piccolo obolo. Qualcuno in passato ha scritto che la povertà non è una vergogna, ma la sensazione è che lo scrittore in questione fosse ricco. La considerazione di Berlusconi per i poveri è nota: quando un ragazzo gli chiese di spiegargli come mai il padre non fosse diventato ricco come lui, semplicemente rispose che il padre in questione non aveva lavorato quanto lui.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76452
