Peter Nguyen Van Nhon, presidente della Conferenza episcopale del Vietnam, seguita da una trentina di vescovi delle 26 diocesi del Paese, 250 sacerdoti e 600 religiosi vietnamiti, insieme con i cardinali Roger Etchegaray, vice-decano del Collegio cardinalizio, già presidente del Pontificio consiglio giustizia e pace, André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e Bernard Law, già arcivescovo di Boston, attuale responsabile della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.
La memoria del loro sacrificio è stata scelta come vigilia dell’apertura di un anno che intende ricordare i 350 anni dallo stabilimento delle prime due diocesi del Paese, Dang Trong e Dang Ngoai (Vietnam del nord e del sud) e, come ha detto l’arcivescovo di Hanoi, Joseph Ngo Quang Kiet, ’specialmente un evento importante per la Chiesa vietnamita: i 50 anni (1960-2010) della Conferenza episcopale’.
Qui ebbe inizio nel 1659 il cattolicesimo del Vietnam, che oggi ha un cardinale, due arcivescovi, 40 vescovi, 3mila sacerdoti nelle parrocchie, 770 in altre attività, 15.750 religiosi, 57mila catechisti, 6,2 milioni di fedeli, 2.135 parrocchie e 190 centri di attività sociale, come asili, classi di sostegno, centri vocazionali e di assistenza sanitaria.
A quanto si dice, sarebbe stato lo stesso arcivescovo di Hanoi – che per motivi di salute non ha partecipato all’assemblea dei vescovi di ottobre – a informare i suoi sacerdoti del passo, nel corso dell’annuale ritiro diocesano, terminato il 14 novembre.
Fonte:
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=16945&size=A


