La coppia si è materializzata alla sfilata di (la nuovissima linea di ‘Miss Bikini’ dedicata alle giovani glamorous e dinamiche) al Villaggio Vip degli Internazionali di Tennis di Roma.
Flash impazziti, telecamere puntate e fan in adorazione: la presenza di Manuelona ha messo a dura prova gli uomini della security.
Ma la coppia ha superato a pieni voti il primo incontro con i media: nonostante la differenza di età (l’ex tronista di ha 7 anni meno della sua bella) i due sono apparsi subito affiatatissimi.
Nel parterre tanti altri volti noti dello spettacolo: da con il suo a , passando per e con la sua .
Fonte:
http://www.gossipnews.it/news/arcuri_e_guerra_prima_uscita_pubblica_news.html?ID=1241418552



Il commento Ci vorrebbe il corrispondente (scolastico) di guerra
Febbraio 22, 2009di Marcello D’OrtaSe si va di questo passo, i quotidiani italiani dovranno avvalersi di una nuova figura di giornalista: il corrispondente di guerra scolastico. Naturalmente ciò vale anche per le redazioni dei tg. Una Carmen Lasorella, un Tony Capuozzo, un Franco Di Mare o una Tiziana Ferrario che ci informino dello svolgimento della battaglia in tempo reale: sullo sfondo una scuola, e nella scuola uno scolaro che spacca la testa a un insegnante, o un insegnante che scanna uno scolaro.La storia delle violenze in classe è antica come il mondo, basti ricordare che il maestro latino era detto Plagosus, e plagosus vuol dire «colui che sferza». Questa violenza era per così dire unilaterale, perché ad abbuscare (a prenderle) erano sempre gli alunni. I libri di Dickens (in particolare David Copperfield e Nicholas Nickleby) ne sono una testimonianza. Nell’Ottocento anche l’Italia si difendeva bene. Il sistema di punizione più utilizzato erano naturalmente le bacchettate, poi c’è stato il progresso, e con il progresso ci si è affinati. Così si è passati dal costringere l’alunno a stare in ginocchio su ricci di castagna, al chiuderlo nell’armadietto, dal pungerlo con una siringa al legargli le braccia dietro le spalle eccetera. Nella maggior parte dei casi, i ragazzi non riferivano ai genitori di queste punizioni, per paura di «avere il resto», ma poi è successo che col ‘68 gli alunni hanno preso coscienza del proprio corpo (prima erano incoscienti), e «il resto» lo hanno dato loro ai professori.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330443
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