Archivio per Ottobre 2008

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Scuola, ancora nelle piazze contro la Gelmini – Interni

Ottobre 25, 2008

Dopo la grande manifestazione di venerdì a Roma, non si ferma la mobilitazione sui fronti «caldi» dell’istruzione. E mentre il ministro Mariastella Gelmini continua a tenere il punto sulla validità della sua riforma – pur con un’apertura sul blocco del turn over dei docenti universitari – il leader del Pd Walter Veltroni attacca: molte scuole chiuderanno, si favorirà la dispersione scolastica e con le classi separate «si instilla l’odio». Da Norcia, dove ha partecipato a un convegno, Gelmini ha ribadito le sue posizioni. «Questo governo sembra essere un governo di sinistra per come ha a cuore i bisogni della gente» ha rilanciato, difendendo punto per punto la riforma, dal maestro unico («una formula che esiste in tutti i paesi europei, mentre il cosiddetto modulo è una anomalia tutta italiana») al voto in condotta. Ha poi assicurato che non sarà tagliato il tempo pieno e ha ribadito che «si stanno raccontando molte bugie» frutto di disinformazione, come le polemiche sulle classi ponte per gli immigrati. Quanto alla chiusura delle scuole con meno di 50 studenti, ha precisato che «è sbagliato chiudere le scuole di montagna, ma non è giusto che dopo un regolamento del ‘98 che imponeva l’accorpamento per fare economie, nulla sia stato fatto». Sull’università, invece, il ministro ha teso una mano, ammettendo che il blocco del turn over penalizza i giovani che vogliono entrare nel corpo docenti: «entro ottobre – ha annunciato – presenterò la riforma del reclutamento dei ricercatori e dei docenti.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80067

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Quel che resta della Festa di Roma – Cinema

Ottobre 25, 2008

‘L’uomo che ama’ di Maria Sole TognazziAutarchia e risparmi: apre il terzo Festival internazionale del film di Roma, nuova dicitura della creatura di Bettini e Veltroni, passata sotto le forche caudine del sindaco Gianni Alemanno e del neopresidente Gian Luigi Rondi con taglio del budget (da 17 a 15 milioni) e gattopardesca italianizzazione dei titoli delle sezioni. L’ottuagenario critico del Tempo, uno degli eterni del nostro cinema come in politica l’amico Andreotti, confessa di non avere colpe se all’Auditorium dal 22 al 31 ottobre non vedremo né W di Oliver Stone, ritratto sfavorevole del presidente Bush né un doc sulla giornalista Anna Politoskaia, assassinata perché parlava troppo nella Russia della dittatura dolce di Putin. A pensare male… Primo nome che si gioca la manifestazione Al Pacino, che incontra il pubblico alle 20 di mercoledì e riceve il Marc’Aurelio d’oro alla carriera, anche in veste di presidente dell’Actors Studio. Segue Chinese Coffee, un film che l’attore ha diretto e interpretato nel 2000 ma che non accettò mai di mandare in sala perchè mancava di adeguata distribuzione. Giovedì si parte con la selezione. 21 i film italiani che attraversano le sezioni: apre L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi con Monica Bellucci e Pierfrancesco Favino. Si parlerà di lotta alla povertà con Huit/ Eight, gli otto passi da fare secondo l’Onu in un film collettivo di altrettanti registi: Jane Campion, l’attore Gael García Bernal, Jan Kounen, Mira Nair, Gaspar Noé, Abderrahmane Sissako, Gus Van Sant e Wim Wenders.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80148

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Nobel per la Pace all’ex presidente finlandese Martti Ahtisaari – Cultura

Ottobre 14, 2008

Assegnato il Premio Nobel per la Pace 2008: il prestigioso riconoscimento è andato all’ex presidente socialdemocratico finlandese Martti Ahtisaari. «Il Comitato norvegese dei Nobel ha deciso di conferire il Nobel per la pace 2008 a Martti Ahtisaari per i suoi importanti sforzi, in molti continenti e per più di tre decenni, a risolvere i conflitti internazionali» recita la motivazione del riconoscimento. Per la giuria «questi sforzi hanno contribuito a un mondo più pacifico e alla fraternità fra le nazioni secondo lo spirito di Alfred Nobel». Ahtisaari, classe 1937, è stato presidente della Repubblica finlandese dal 1994 al 2000. Prima dell’incarico presidenziale Ahtisaari ha ricoperto numerose cariche grazie al suo ruolo di diplomatico e politico. Dal 1973 al 1977 il finlandese è stato ambasciatore in Tanzania e durante quegli anni ha stretto relazioni con i maggiori circoli politici dell’Africa meridionale in particolare con la SWAPO (South West Africa People’s Organization) che lottava per l’indipendenza della Namibia dal Sudafrica. Successivamente fu nominato commissario dell’Onu per la Namibia. L’ingresso nell’Onu lo porterà ad una lunga carriera nell’organismo internazionale: nel 1987 venne nominato sottosegretario generale delle Nazioni Unite per i problemi finanziari e amministrativi. Ahtisaari operò una profonda riorganizzazione dell’Onu riducendone le spese ed incrementandone l’efficienza.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79806

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Milano, senegalese buttato a terra e ammanettato per un divieto di sosta – Interni

Ottobre 14, 2008

Lo fermano per un parcheggio in divieto. Uno scambio vivace di battute e poi l’uomo viene ammanettato e portato via, davanti al figlio che stava per entrare a scuola. È accaduto mercoledì davanti a una scuola milanese quando, all’ora di ingresso degli scolari, una pattuglia della polizia municipale ha fermato, per un’infrazione al codice della strada, un senegalese che stava accompagnando il figlio. L’africano è stato buttato a terra e ammanettato davanti a genitori e bambini. Fra la gente che ha assistito all’episodio molti hanno ritenuto eccessiva la reazione dei vigili, qualcuno ha anche pensato a risvolti di razzismo ma non ci sono stati gesti o frasi, per stessa ammissione dei testimoni, ad avvalorarlo. Un episodio che è, comunque, un segnale del clima di questi giorni.Alla colluttazione tra l’immigrato, Diop Moussa, e due vigili, che hanno riportato contusioni guaribili in 5 e 7 giorni, hanno assistito i bambini e molti genitori. Tra cui il figlio dell’uomo, sei anni, poi portato in classe da altre persone. Nei confronti di Moussa è scattata una denuncia per resistenza, mentre non ha trovato conferma la notizia, secondo la quale l’immigrato, a sua volta, avrebbe denunciato i vigili per un atto di razzismo. «Mentre i vigili mi ammanettavano mio figlio di 6 anni è rimasto in strada da solo e piangeva. Per fortuna una mamma ha visto tutta la scena e lo ha accompagnato in classe, tranquillizzato e parlato con la maestra per spiegare la situazione», ha raccontato Moussa, 43 anni, operaio in una fabbrica di plastica del milanese.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79774

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L’ARCOBALENO A OROLOGERIA

Ottobre 4, 2008

Un lettore non voleva credere a quel che si vede nella foto qui a lato. Pensava a un blitz no global sulla Torre Grimaldina di Palazzo Ducale, non certo a un’iniziativa istituzionale con tutti i bollini al posto giusto. Alessandro Casareto – architetto doc e seguace di Carlo Giovanardi nel Pdl – è sbottato: «Non so chi rappresenti quella bandiera, non me».Ed effettivamente sembrava uno scherzo. Un viaggio nella macchina del tempo che ci riportava indietro di qualche anno, quando bastava arrivare a Genova da Milano in treno e, fin da Pontedecimo, vedere le finestre della città trasformate in una fila interminabile di bandiere arcobaleno. Per non parlare della sopraelevata: da un lato l’arcobaleno sul mare, dall’altra l’arcobaleno dei drappi delle bandiere della pace.Poi, quelle bandiere sono passate di moda. Di fronte alle vergogne nordcoreane, cinesi, birmane – tanto per citarne alcune – l’arcobaleno è finito in cassapanca. Niente americani cattivi e niente sfilate chilometriche nelle strade, nè sbandieramenti colorati. Qualcuno ha resistito per mesi. Poi, un po’ lo smog, un po’ la politica, un po’ la moda passata hanno praticamente annullato le esposizioni di bandiere della pace.Non a Genova, non al Ducale. Dove è stata appesa giovedì, quasi una riproposizione vintage, su iniziativa del presidente della Fondazione per la Cultura Luca Borzani, «per ribadire la vocazione del capoluogo ligure alla pace, al dialogo, all’incontro con l’altro».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295591

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Lo stabile in zona Ripamonti era un «fiore all’occhiello»

Ottobre 4, 2008

Nel 2003 il nuovissimo stabile di via Noto era il fiore all’occhiello tra le strutture più recenti costruite per l’Università degli Studi: cinque piani, 4-5mila metri quadrati e circa 1.700 posti a sedere. Del resto la Statale è ormai una struttura ben diversa da quella che nacque il 30 settembre del 1923, con la sola facoltà di Lettere e Filosofia. Oggi conta 8 facoltà, 25 corsi di laurea e 21 di diploma, 134 biblioteche di istituto e dipartimento, un’orchestra, un coro, 4 musei e 2 orti botanici. Gli studenti iscritti sono 73mila, ci sono 2mila073 docenti e 2mila043 ausiliari. Oltre ai fatti avvenuti a Bari giovedì – dove sono crollati dei pezzi di intonaco dal soffitto dell’atrio al primo piano della facoltà di giurisprudenza e la Procura locale ora ha aperto un’indagine – non si ricordano cedimenti strutturali che abbiano messo in serio pericolo la vita di studenti universitari. L’ultimo avvenne a Bologna nel dicembre 2002. Quando si sfiorò la tragedia con il crollo di un soffitto alla facoltà d’ingegneria: il cedimento lambì una quindicina di studenti e solo l’allarme lanciato da una ragazza evitò che ci fossero feriti.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295528